Forse nel mondo si ignora che Milano, oltre ad essere la capitale della moda è anche un città d’arte. Certo non può essere paragonata a Firenze o Roma, ma non per questo va sottovalutato il suo patrimonio artistico.
Una caratteristica molto affascinante di Milano è che molti dei suoi tesori sono nascosti o meglio offuscati dall’indifferenza, la fretta e la non curanza della maggior parte degli abitanti della città.
Prendiamo ad esempio, una comune e affollatissima strada del centro: via Torino. Partendo dal Duomo e arrivando quasi fino alle colonne di San Lorenzo, questa lunga via offre negozi di abbigliamento tra i più noti e commerciali: H&M, Zara, Accessorize, Mango, Intimissimi per citarne alcuni, però solo una parte molto esigua dei numerosissimi passanti che la affollano ogni giorno si accorge che, tra un negozio e l’altro, vi sono presenti ben tre chiese e non di poco conto.
La prima che incontriamo partendo dal Duomo, sul lato sinistro, è una delle più note della città :

Santa Maria presso San Satiro, che tra le tre è sicuramente quella meno visibile, ma quella più degna di nota grazie a un famoso intervento di uno dei più grandi architetti del rinascimento: Donato Bramante. Infatti una volta entrati all’interno, se osserviamo il fondo della chiesa, restiamo piacevolmente colpiti da un arguto gioco prospettico noto come trompe-l’oeil, che ricrea, in soli novanta centimetri, lo spazio dell’abside, assente al momento della costruzione e quindi riprodotto attraverso quest’espediente. Degno di nota è anche il toccante gruppo scultoreo, di fine Quattrocento, rappresentante “Il compianto di Cristo morto ” che si trova all’interno del grazioso sacello alto-medievale di San Satiro

Proseguendo nello shopping si incontra un’altra chiesa anzi un tempio, San Sebastiano, che con le sue monumentali forme classiche e la sua struttura perfettamente cilindrica richiama il Pantheon di Roma a cui è ispirato.
Infine, ormai giunti al termine della via, incontriamo la chiesa di San Giorgio al Palazzo, così chiamata proprio perché in quel sito era presente il palazzo imperiale risalente all’epoca romana, quando Milano era una importante città dell’impero e possedeva al pari di Roma teatro, circo, terme di cui purtroppo restano poche testimonianze.

Se volete assistere a uno spettacolo di colori fiammeggianti vi invito ad entrare e ammirare la bellissima cappella della Passione eseguita da un geniale pittore del rinascimento lombardo: Bernardino Luini, che ci regala con le sue tinte accese e intense, un momento di piacere per gli occhi.
Guest Blogger : Gaia Tominetti
Nata a Milano nel 1989 e amante di questa città che l’ha ispirata nei suoi studi in storia dell’arte prima presso l’Università Cattolica e poi presso la statale a seguito della frequentazione del Liceo classico Tito Livio. Sogno nel cassetto : lavorare in un museo dove nessuno si annoia mai!























(Salvador Dalí,1954, par Philippe Halsman)



